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Herbie Fully Loaded
In occasione dell’uscita del nuovo film della Walt Disney Pictures, in cui il nostro mitico ed amato maggiolino torna ad essere il protagonista incontrastato, volevo cogliere l’occasione per fare un’ po’ di storia su Herbie.
Nel 1969 il film “The love bag” fu il più grande successo di botteghino dell’anno.
Il successo del film fu tale che in rapida successione vennero prodotti “Herbie Rides Again”, “Herbie Goes to Monte Carlo” e “Herbie Goes Bananas”.
Per un breve periodo venne trasmessa anche la serie televisiva “Herbie, the Love Bug”.
Sia il primo che il secondo episodio della fortunata serie vennero girati in California a San Francisco fra Willow Spring, Riverside Raceway e la penisola di Monterey.
Purtroppo chi come me era un bambino negli anni 70 non si e’ potuto “godere” la serie televisiva, perché da quanto ne so, non è mai arrivata in Italia.
Il film “Herbie Goes to Monte Carlo” fu girato in diverse location francesi:
da Parigi fino ad arrivare a Monte Carlo.
La maggior parte delle riprese di “Herbie Goes Bananas” vennero invece effettuate in Messico.
Herbie venne realizzato utilizzando un maggiolino del 1966,
In allegato all’articolo potete vedere uno degli esemplari utilizzati per girare i films, è proprio un Volkswagen Beetle del 1966, chassis 116479363 con motore 1276 c.c.
Questo esemplare e’ stato fotografato dal sottoscritto nel 2006 a Torino, presso il Centro Commerciale del Lingotto. Fa parte dalla collezione Nelson dal 1994 e recentemente è stata utilizzata dagli Studios della Walt Disney per inaugurare numerosi negozi a Londra ed in Europa.
Ciao a tutti
Carlo Molinero
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Ferdinand Porsche in breve
Il geniale progettista e designer Ferdinand Porsche nacque in Boemia il 3 settembre 1875 nel villaggio di Maffersdorf, poi denominato Leberec quando venne nuovamente ceduto alla Cecoslovacchia. Figlio di un umile stagnaio sviluppo subito un forte interesse verso le scienze ed in particolare verso lo studio dell'elettricità.
In casa sua Fedinand cominciò infatti a condurre rudimentali esperimenti con acidi e batterie di ogni tipo.
Il suo acume arrivo perfino a fargli costruire un marchingegno in grado di produrre elettricità, tanto che la sua famiglia divenne una delle prime a poter utilizzare questa fonte di energia in quello sperduto paese.
Inoltre, già da bambino era un entusiasta, oltre che di tutti i ritrovati tecnici in generale, in particolare delle automobili, di cui alcuni esemplari cominciavano all'epoca a circolare per le strade.
La sua inclinazione verso le materie di tipo scientifico lo porto a Vienna dove, nel 1898, dopo aver conseguito studi adeguati, riuscì ad entrare nella fabbrica di automobili elettriche di Jakob Lohner.
Questa fu la prima tappa di una lunga e del tutto unica carriera nel settore automobilistico.
Basti dire che alla fine della sua attività Porsche aveva all'attivo più di trecentottanta progetti industriali.
Attorno al 1902 fu chiamato a svolgere il servizio militare nelle Riserve imperiali, prestando servizio come autista per i più alti ufficiali dell'esercito austro-ungarico.
E' stato persino l'autista di Francesco Ferdinando il cui successivo assassinio scateno la prima guerra mondiale.
In seguito, si sposo con Louise, che gli diede due figli.
Uno di essi, Ferdinand jr. (molto importante, come si vedrà, per il futuro dei Porsche), venne soprannominato "Ferry". Come pioniere del design automobilistico, comunque, Porsche guadagno in fretta una buona somma di
denaro.
Con i soldi, compro una casa estiva sulle montagne Austriache (chiamata, in onore della moglie, "Louisenhuette"), dove Porsche poté guidare e sperimentare le macchine che costruiva.
Allo stesso modo, patito com'era di tutto quanto avesse un motore, era uso sfrecciare sulla calme acque dei laghi montani con barche costruite sempre da lui.
Qui poi, in seguito il suo figlio prediletto, "Ferry", all'età di soli dieci anni guidava piccole macchine costruite dal padre.
Finita la prima guerra mondiale, con il paese in ginocchio e con il giogo economico derivato dallo sforzo della ricostruzione, solo pochi facoltosi potevano permettersi un'automobile. A partire da questa constatazione prese
il via uno dei progetti più ambiziosi di Porsche: costruire una macchina economica che tutti potevano permettersi, un'utilitaria con basso prezzo d'acquisto e ridotti costi di gestione che, stando alle sue intenzioni, avrebbe motorizzato la Germania.
orsche si era gia creato un'ottima reputazione, avendo lavorato come direttore tecnico all'Austro-Daimler, alla Daimler tedesca (che piu tardi sarebbe diventata la Mercedes), disegnando le Mercedes SS e SSK nonché macchine da corsa, per poi passare all'austriaca Steyr.
Il continuo girovagare tra fabbriche diverse, che una volta lasciate portavano comunque a termine i progetti di cui lui aveva creato i presupposti, non poteva pero soddisfare il suo mai sopito desiderio di autonomia.
Propose comunque, nel 1929, la sua idea al suo capo Daimler che, timoroso di avventurarsi in un'impresa del genere, rifiuto.
Così Porsche decise di fondare uno Studio privato di progettazione che portasse il suo nome.
Questo gli permise di stipulare contratti con le case costruttrici e di mantenere allo stesso tempo una certa indipendenza.
Nel 1931, si mise a collaborare con Zundapp che era un produttore di motociclette.
Insieme costruirono tre prototipi, che pero presentarono subito gravi problemi apparentemente irrisolvibili (dopo dieci minuti di funzionamento i motori puntualmente fondevano).
Zundapp, a questo punto, sfiduciato, si ritirò.
L'inarrendevole Porsche, invece, andò in cerca di un altro partner, che trovo nella NSU, un'altra ditta costruttrice di motociclette.
E' il 1932.
Coniugati gli sforzi, insieme migliorano il motore e lo rendono molto più affidabile, anche se questo, dal punto di vista della riuscita sul mercato, non basta. Incombono ancora, infatti, pesanti problemi finanziari.
Anche la NSU dunque abbandona, lasciando nuovamente l'intraprendente progettista da solo e alla ricerca di un nuovo partner che potesse finanziare la realizzazione del suo sogno.
Intanto però qualcun altro inseguiva lo stesso progetto di Porsche.
Qualcuno di molto più grande, di più solido e con maggiori risorse economiche: si trattava delle neonata "Volkswagen", nome che letteralmente significa "Macchina del popolo".
Risale a quel tempo l'invenzione da parte di questa casa automobilistica, del mitico "Maggiolino", seppur nella sua
forma rudimentale.
Questa vettura, poi, ebbe una sorte curiosa, che coincise con il percorso di Porsche.
Infatti, mentre Porsche si arrabattava con i suoi progetti, si scateno la Seconda guerra mondiale.
In quell'epoca, quella che doveva essere "la macchina del popolo", il Maggiolino, si trasformo anch'essa in una vettura da combattimento.
E proprio Ferdinand Porsche venne chiamato a modificare per i nuovi scopi il progetto.
In breve vennero approntate nuove versioni del Maggiolino, adatte per i più disparati impegni sui campi di battaglia. In seguito, Porsche disegno anche carri armati alimentati dall'energia elettrica.
Quando Stuttgart fu pesantemente bombardata nel 1944 dagli aeroplani degli Alleati, Porsche e la sua famiglia erano comunque già tornati alla loro casa estiva in Austria.
Alla fine della guerra fu pero messo agli arresti domiciliari, anche se le autorità militari francesi in seguito invitarono l'anziano e distinto progettista a tornare in Germania per discutere la possibilità di costruire una macchina "Volkswagen" per la Francia.
E' il momento però in cui entra in campo invece il giovane Porsche, dal talento non inferiore a quello del padre.
Liberato il padre dalla prigionia francese, Ferry Porsche, che era nato nel 1909 e da sempre aveva collaborato nei progetti paterni, riunì nel paese austriaco di Gmund i collaboratori più validi dello Studio Porsche per realizzare un coupé sportivo che portasse il suo nome.
Nacque cosi il progetto 356, una piccola vettura sportiva basata sulla meccanica del Maggiolino che traeva spunto
dalla Typ 60K10.
Furono di questi anni i successi sportivi con le celeberrime auto da corsa a 16 cilindri, con motore centrale e barre di
torsione che lo Studio progetto per il gruppo Auto Union.
Porsche aveva sempre dato importanza alle competizioni sportive, lui stesso aveva vinto nel 1909 la coppa "Prinz Heinrich" a bordo di un'Austro-Daimler, ed aveva capito che le gare oltre a valido test per materiali e soluzioni
rappresentavano un ottimo mezzo pubblicitario.
Porsche prese in mano le redini del destino del nome paterno dopo aver lanciato, nel 1948, diverse fabbriche con l'aiuto appunto del padre, ormai settantacinquenne e che morirà qualche anno dopo (precisamente nel 1951).
Da quel momento in poi, il marchio Porsche e diventato distintivo di macchine sportive altamente raffinate e dalla linea unica, di cui la punta di diamante e rappresentata dalla mitiche e forse inarrivabili 911 e Boxster.
In seguito, Ferry progetta nel 1963 la Carrera 904 e qualche anno dopo la fortunatissima 911.
Lasciata la Porsche AG nel 1972, fonda la Porsche Design, dove, con un limitato numero di collaboratori si dedica alla progettazione di veicoli sperimentali e di vari oggetti, caratterizzati da un look aggressivo e high-tech sostanzialmente fedele ai criteri del funzionalismo, tutti destinati alla produzione di grande serie, di cui cura solo l'aspetto stilistico-formale senza entrare in merito all'ingegnerizzazione.
Carlo Molinero
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LA “BELLA” ADDORMENTATA NEL BOX (VW Type 3 - Typ 3)
Ciao a tutti, volevo raccontarvi una storia che fa parte della mia vita.
Per anni sono passato davanti a quella porta polverosa e piena di ragnatele, mi sentivo come un archeologo curioso di vedere cosa c’è dentro una tomba egizia, scoprire se esiste un sarcofago e se si è conservato bene. Quando ero piccolo mi ricordavo di avere visto un sarcofago bianco aggirarsi nei garages del palazzo, con un rumore simile al maggiolino di mio padre, una forma strana, non saprei dire se bella o brutta, ma sicuramente affascinante. Gli anni passarono e la tomba era sempre chiusa e sempre più impolverata. Il timore che negli anni qualche sciacallo l’avesse saccheggiata per uno dei tanti e assurdi incentivi per la rottamazione era sempre più forte.
Qualche anno fa vidi una piccola e graziosa signora all’interno di quella tomba che per un prodigio sconosciuto era aperta; subito mi spaventai, pensai ad un fantasma, e invece no era la proprietaria e, sommerso da coperte e vecchie cassette della frutta il sarcofago era lì.
Mi feci riconoscere e presentandomi come un noto archeologo proposi alcuni riti egizi per far rivivere quel sarcofago, ma lei disse che si trattava di un ricordo del suo defunto marito e che stava lì… e per usare le sue parole “nè mangia nè beve”.
Trascorsero gli anni e una sera trovai accanto alla mia auto un copertone convenzionale da 15’’ misura 6.00; subito mi insospettii e con l’adrenalina alle stelle cercai di non pensare al peggio così, feci subito telefonare alla graziosa signora da Molinero senior e concordammo l’incontro.
Quando mi trovai davanti alla porta del garage provai sicuramente la stessa trepidazione che provano gli archeologi quando dissotterrarono una tomba sconosciuta e riescono ad entrarvi. L’emozione era tanta, dopo qualche sforzo la porta si aprì: di lì a poco sarei diventato il nuovo proprietario di un affascinante TIPO 3.
La precedente famiglia, la si può definire multietnica, lui Siciliano e lei Austriaca, per di più con un cognome molto conosciuto per una famosa torta, dopo il matrimonio e qualche Fiat, acquistò nel 1961 una VW TIPO 3 1500cc che rimase con loro fino al 1971. Nello stesso anno decisero di sostituirla con una VW TIPO 3 1600cc, ma questa volta vollero il massimo e decisero di prendere l’L E automatic (versione lusso, iniezione elettronica con il cambio automatico).
L’auto praticamente nuova dal 1971 al 1983 (anno in cui è stata sotterrata) ha percorso solo 42.788 Km, quasi esclusivamente in autostrada per andare alcune volta in Sicilia e altre in Austria, viaggi interamente documentati dalle cartine, ancora presenti nel vano porta oggetti.
Spero di avervi un po’ entusiasmato con questo ritrovamento
Ciao a tutti
Carlo Molinero
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Date, Curiosita ed alcune Foto.
17-01-1934 Ferdinand Porsche presenta il suo progetto relativo alla costruzione della "vettura del Popolo".
05-02-1936 Ferdinand Porsche presenta a Berlino la "sua" vettura.
1946 Primo modello siglato Typ 11, 1131 cc, 25 CV. Identico a quello prebellico mai entrato davvero in produzione
gennaio 1949 L'importatore olandese Ben Pen, invia il 1° Maggiolino negli U.S.A.
01-07-1949 Nasce il nodello Export, verniciatura ad alta brillantezza, modanature cromate, cofano anteriore apribile dall’interno con serratura di sicurezza.
28-04-1950 Modello Typ 11A, a richiesta con tettuccio apribile in tela
06-01-1951 Prese d’aria laterali per l’aerazione, ammortizzatori telescopici posteriori, stemma di Wolfsburg sul cofano anteriore, cuscini poggiabarccia (colo modello Export e solo fino alla fine del 1951)
30-01-1951 Muore Herr Professor Ferdinand Porsche.
01-10-1952 Ruote più piccole (5.60-15”), deflettori, paraurti e rostri modificati, due luci d’arresto combinate con luci di posizione e catadiottri
febbraio 1952 esce il primo catalogo sulla gamma Volkswagen che comprende anche il Trasporter (Typ.2)
10-03-1953 Lunotto ampliato (ovale) senza divisorio centrale
21-12-1953 Nuovo motore 1192 cc, 30 CV, 3400 giri minuto, 7.7 mkg. Avviamento a chiave invece che con il pulsante sul cruscotto. Viene eliminato il periodo di rodaggio per il motore
01-08-1955 Doppio tubo di scarico, tettuccio apribile in PVC, nuove luci posteriori e catadiottri applicati più in alto sui parafanghi posteriori. Nascono i paraurti USA, rinforzati
01-08-1957 Lunotto e parabrezza ingranditi, nuova forma del portello posteriore, luce targa posteriore a “nasino”
01-08-1958 Di serie specchietto retrovisore esterno
03-01-1959 Inaugurazione dello stabilimento "Volkswagen do Brasil" a S. Paolo.
01-08-1959 Maniglie sulle porte fisse con apertura a pulsante. Barra antirollio all’avantreno
01-08-1960 Impianto lavavetro, luci anabbaglianti asimmetriche, indicatori di direzione non più a bacchetta ma a lampeggio. Motore 1192cc 34 CV, 3600 giri minuto, 8.4 mkg, starter automatico. Baule ampliato da 85 a 140 litri.
01-08-1961 Luci posteriori a due sezioni. Indicatore livello carburante, cofano anteriore controbilanciato.
01-08-1962 Scompare lo stemma di Wolfsburg sul cofano
01-08-1963 Tettuccio d’acciaio apribile a manovella, copriluce targa rettangolare più ampio.
01-08-1964 Superficie vetrata ingrandita, tergicristallo in posizione di riposo a sinistra, cofano motore con apertura a pulsante
01-08-1965 Cerchioni forati, coppe copriruote piatte e non bombate, nuovo motore 1300 cc sigla F da 40 CV (il motore da 34 CV 1192 viene siglato D, quello da 30 CV siglato A è per la versione Standard, economica)
01-08-1966 Nuovo motore 1500 cc, sigla H da 44 CV, carreggiata posteriore allargata, cofano posteriore modificato, lucetarga modificata, modanature cromate più sottili, nuove serrature alle porte. Freni a disco sulle ruote anteriori di serie sul 1500 cc, solo a richiesta sul 1300 cc
01-08-1967 Impianto elettrico a 12 volt, fari anteriori verticali, nuovo sistema di aerazione, fissaggio delle cinture di sicurezza a tre punti, cinture posteriori, pulsanti in plastica, paraurti a lama d’acciaio, bocchettone carburante esterno sul lato destro
01-08-1970 Nuovo modello, soprannominato Maggiolone (sigla 1302) con vano bagagli ingrandito e ruota di scorta orizzontale e non più verticale. Sospensioni McPerson. Nuovi motori 1600 cc da 50 CV (sigla AD) e 1300 cc da 44 CV (sigla AB). Circolazione dinamica con deflusso forzato posteriore anche sul Maggiolino
01-08-1971 Aerazione migliorata, prese d’aria supplementari sul cofano posteriore
17-02-1972 La produzione del Maggiolino supera quella della FORD modello T con 15.007.034 unità
01-08-1972 Nuovo Maggiolone (sigla 1303) con parabrezza panoramico e nuovo cruscotto bombato. Gruppo ottico posteriore ingrandito
01-08-1973 Il 1303 ha il braccio a terra negativo. Maggiolino Standard con paraurti verniciati in nero
gennaio 1974 Termina la produzione della Karmann-Ghia con 443.466 vetture costruite, di cui oltre 80.000 cabriolet.
01-08-1974 Indicatori di direzione anteriori non più sui i parafanghi, ma integrati nei paraurti
01-08-1975 Maggiolino L con paraurti e copriruote cromati, cerchi verniciati argento, luci di retromarcia, areazione a deflusso forzato, cruscotto imbottito.
19-01-1978 Termina ad Emden la produzione in Germania del modello berlina costruito fino a questo momento in 16.255.500 esemplari. Comincia l’importazione in Europa del Maggiolino dal Messico
10-01-1980 Termina a Osnabruck (D) la produzione del Cabriolet, l'ultimo dei quali, di color bianco, si trova presso il museo Karmann.
01-05-1985 Termina l’importazione del maggiolino dal Messico
02-01-1987 Muore Gumpert, nato nel 1910 a Kahla in Turingia, ex diplomatico del Vaticano, fu incaricato da Nordhoff di fondare l'AUTOGERMA per la vendita ed assistenzadelle Volkswagen in Italia.
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-CAMPIONE DI RALLY
Forse sono in pochi a sapere che il Maggiolino e il Maggiolone hanno partecipato e vinto molti rally internazionali.
Nel '54 un Maggiolino vinse il Rally di Montecarlo.
Nel '53, '54, '57 e '62 vinse il 1° premio assoluto all'East African Safari. Nel '56 vinse il 1° premio assoluto al Rally di Svezia.
Sempre nel '56 e nel '58 vinse la massacrante corsa di durata (oltre 14.000 km!) del Mobilgas Trial. Ancora nel '58 al Giro d'Australia ci furono 32 ritiri su 67 partecipanti e...8 Maggiolini ai primi 8 posti! Nel '64 conquistò il 9° posto alla Liegi-Sofia-Liegi. Nel '54 un Maggiolino corse la Mille Miglia e si piazzò al 43° posto. Nel '67, '68 e '69 vinse il 1° premio assoluto al Rally dei Mille Minuti. Negli anni '70 un Maggiolone vinse il 1° premio assoluto al Rally dell'Isola d'Elba e negli stessi anni alcuni Maggioloni vinsero in molti altri Rally europei di livello internazionale.
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-CAMMINA SULL'ACQUA
Non si sa se Porsche ne fosse a conoscenza, se l'avesse progettato così volutamente oppure se è semplicemente (e incredibilmente) un caso fortuito, fatto sta che il Maggiolino......galleggia!!!
Nel '63 due appassionati Bolognesi attraversarono per scommessa lo stretto di Messina, impiegando 38 minuti per percorrere i 7 km di mare che separano la Sicilia dalla costa Calabrese.
La velocita' raggiunta dal Maggiolino fu di 4 miglia marine a 1800 giri/minuto.
Ma le performance "nautiche" del Maggiolino non si limitano a questa.
Nel mar d'Irlanda il discendente dei vichinghi Malc Buchanan partì dall'isola di Man e raggiunse la contea inglese di Cumberland dopo una navigazione di 59 km percorsi in 7 ore e 30 minuti! Altre traversate furono fatte nella baia di Hong-Kong, nel lago Michigan e nello stretto di Singapore
QUESTI PEZZI SONO STATI PRESI DAL SITO http://www.maggiolinoweb.it, che consigliamo di andare a vedere, per gentile concessione del proprietario ed ideatore del sito. Un ringraziamento a Mattia.
Franco Barabesi |
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-GUINNESS DEI PRIMATI 1997
L'AUTOMOBILE DI MAGGIOR DURATA.
"L'automobile tuttora in circolazione che ha percorso più chilometri è un Maggiolino della Volkswagen del 1963 di proprietà di Alber Klein di Pasadena, California, USA, che fino al 25 gennaio 1994 aveva percorso 2.434.575 chilometri".
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-CIMICE A QUATTRO RUOTE
Questo era il soprannome che i Tedeschi avevano dato al Maggiolino quando iniziarono a vedere i primi esemplari sulle strade tedesche, mentre un famoso giornalista americano lo aveva addirittura definito "una scarpa ortopedica"!
Il nome dato in Italia, "Maggiolino", è invece indubbiamente molto bello ed azzeccato (forse il più carino di tutti); ma come chiamano il Maggiolino nelle altre nazioni?
In America e Inghilterra lo chiamano "Beetle", in Germania, Austria e Svizzera "Käfer", in Belgio e nei Paesi Bassi "Kever", nella ex Jugoslavia "Buba", in Spagna "Escarabajo", in Portogallo "Carosca", in Brasile "Fusca", in Francia "Coccinelle", in Svezia "Bubbla" ed in Messico "Sedan".
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-ATTENTI A QUEI DUE
Austria, Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia, Portogallo, Jugoslavia, Messico, Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia, Costarica, Nigeria, Zaire, Sud Africa, Indonesia, Tailandia, Malaysia, Nuova Zelanda, Australia..... No, non sto ripassando la geografia! Questo è l'elenco (e non è nemmeno completo) dei Paesi che hanno utilizzato il Maggiolino come auto della Polizia; e questo nonostante le prestazioni del "nostro" non si possano certo definire sportive (almeno se lo si lascia originale). Ora, dico io, se mezzo mondo lo ha utilizzato come auto della Polizia qualche motivo dovrà pur esserci. Sarà forse che durante gli inseguimenti piu' che le prestazioni è importante non rimanere a piedi ?!?
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-A 110 KM/ORA PER 16 GIORNI CONSECUTIVI
Siamo nel '59, l'Autostrada del Sole è nata da poco, e solo nei primi 9 mesi di esercizio si sono avuti 774 casi di grippaggio e di surriscaldamento di motori. Appare evidente che le automobili dell'epoca non sono adatte per correre ininterrottamente a velocità elevate. Gianni Mazzocchi, l'editore-direttore di "Quattroruote", decide di sottoporre il Maggiolino ad un test di resistenza mai tentato prima: far percorrere a due Maggiolini strettamente di serie l'Autostrada del Sole da Milano a Bologna per 16 giorni consecutivi, senza interruzioni! I "due" fanno 100 passaggi avanti e indietro per un totale di 18.664 km ad una media di 110 km/ora: un solo guasto al 74° giro su una delle due vetture (cede la puleggia della dinamo) che, prontamente riparata, porta a termine anch'essa il 100° giro. Ma non paghi dell'incredibile performance, e incitati dai tecnici della Volkswagen che invitano a continuare il test, i collaudatori continuano nell'impresa, ma stavolta schiacciano a fondo l'acceleratore. I giri successivi vengono compiuti ad una media di 126 km/ora corrispondenti ad un regime del motore di 3800 giri/min, cioè circa 500 giri superiore a quello ammesso dalla Casa. Il Maggiolino n° 2 si ferma al 118° passaggio per caduta di compressione del motore, mentre il n° 1 prosegue indomito la sua corsa, arrivando al 200° passaggio per un totale di 37.328 km. Che altro aggiungere?
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-MAGGIOLINO "TERRORE ROSSO"
Nel 1963 un Maggiolino di colore rosso rubino passò un anno a Mawson in Antartide, presso una stazione di ricerca australiana. Il Maggiolino, modello 1962, era stato costruito in Australia dalla Volkswagen Australasia Pty Ltd facendo largo uso di componenti locali. Carrozzeria, motore, vetri, impianto elettrico, vernice e gomme dei Maggiolini "Down Under" prodotti negli anni '60 erano infatti prodotti direttamente in Australia, senza far uso di kit provenienti dalla Germania come invece accadeva in altri paesi. Si trattava, quindi, della prima automobile di serie ad aver "circolato" in Antartide: ecco il perchè della targa "Antarctica 1", attribuitagli dalla Volkswagen.
Gli Scienziati, invece, soprannominarono il Maggiolino "Red Terror" (Terrore Rosso) per via del colore della carrozzeria che lo faceva risaltare sul paesaggio dominato dalla neve. Durante l'anno di servizio in Antartide, il Maggiolino venne usato come mezzo di trasporto per le persone e le cose. Dovette sopportare pesanti nevicate, venti impetuosi e viaggiò per lunghe distanze sulla neve e sul ghiaccio, a volte su terreni inaccessibili anche alle slitte trainate da cani. Al termine venne rimpatriato e sostituito da un altro Maggiolino: "Antarctica 2". Ma "Red Terror" non andò in pensione. Qualche anno dopo si classificò addirittura 1° al BP Rally, una gara massacrante di tremila chilometri su strade sterrate nel sud-est dell'Australia.
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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DIVO DI HOLLYWOOD
Il Maggiolino è l'auto che più di ogni altra è apparsa nel cinema e nella pubblicità. Addirittura, nella famosa e fortunata serie "Herbie", il Maggiolino è il protagonista stesso del film, cosa davvero mai accaduta ad un'auto. Oltre ad Herbie, però, le apparizioni del Maggiolino in altri film sono talmente tante che è difficile elencarle tutte, così mi limiterò solo a quei film che mi è capitato di vedere.
Il posto delle fragole di Ingmar Bergman, 1957; Il dormiglione di Woody Allen, 1973; Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, 1994; Arancia meccanica di Stanley Kubrick, 19xx; e la già citata serie di Walt Disney Un Maggiolino tutto matto; Herbie il Maggiolino sempre più matto; Herbie sbarca in Messico; Herbie al Rally di Montecarlo; nonché il Tedesco Il Maggiolino Dudù contro leoni, pantere, e zebù.
Curiosità raccolte by Franco Barabesi |
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-ANCHE I FRANCESI NON SCHERZANO
Sentite un po' cosa scriveva nel '58 Bernard Carat, un importante giornalista di un giornale specializzato Francese:"La Volkswagen è impossibile da guidare: ci sembra criminale che una vettura di questo genere finisca, come spesso accade, in giovani mani inesperte...E' completamente démodé: i progressi di cui ha beneficiato sono insignificanti, per non dire nulli...Ha un solo punto di forza, il raffreddamento ad aria, la robustezza e il dinamismo del servizio commerciale che ha aggredito tutti i mercati mondiali...A forza di non fare nulla è facile immaginare che gli uomini del servizio studi della Volkswagen non siano capaci che di sfruttare al massimo l'eredità tecnica di Porsche e di far camminare una fabbrica che non deve loro nulla...Gli interni e l'equipaggiamento generale sono di una miseria sordida...Infine non è venduta nemmeno ad un prezzo particolarmente interessante".
Cosa si può aggiungere?
Curiosità raccolte by Franco Barabesi |
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-INGLESI POCO LUNGIMIRANTI
Appena finita la guerra, nel periodo in cui non si sapeva che fare della fabbrica di Wolfsburg, alcuni esemplari di Maggiolino furono inviati in Inghilterra per essere esaminati da una commissione dell'industria automobilistica. Il giudizio che tale commissione avrebbe dato interessava ai militari che avrebbero di conseguenza deciso il da farsi. Questo, in sintesi, il giudizio della non molto lungimirante commissione Britannica: "Il veicolo non presenta alcun interesse...non è conforme alle più elementari esigenze tecniche di un'automobile. Le sue qualità e il design non sono affatto invitanti per l'automobilista medio. E' troppo antiestetico e rumoroso" ...e, ciliegina sulla torta..."si tratta del tipo di auto che resta popolare due o tre anni". E' proprio il caso di dire: no comment!
Curiosità raccolte by Franco Barabesi
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-MAGGIOLINO DIESEL
Nel '51 lo Studio Porsche sviluppò un quattro cilindri boxer da 1290 cm3 diesel con pompa di alimentazione Bosch, direttamente derivato da quello del Maggiolino (vedi disegno). Questo motore vantava soluzioni modernissime per l'epoca, come le precamere riportate nella testata (riviste nei motori diesel soltanto 25 anni dopo). Nonostante i prototipi avessero registrato consumi medi di 18/20 km/l e una velocità di 100-110 km/h, dopo migliaia di km percorsi per i collaudi Nordhoff decise di abbandonare il progetto. Il "Maggiolino Diesel" aveva gli stessi cavalli di quello a benzina, ma era molto più lento in accelerazione; inoltre accusava forti vibrazioni ed era particolarmente rumoroso.
Curiosità raccolte by Franco Barabesi |
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-MODELLO "FUGA DA BERLINO"
Il Maggiolino che vedete nella foto è un modello davvero particolare denominato "Fuga da Berlino".
Il Motivo? Il serbatoio fu modificato ricavando un vano che permetteva di nascondere una persona per portarla al di là del muro, nella Berlino occidentale. Con questo sistema passarono il confine una cinquantina di persone. Oggi è esposto al museo del Check Point Charlie.
E pensare che si è sempre rimproverato al Maggiolino di avere un bagagliaio poco capiente!
Curiosità raccolte by Franco Barabesi |
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-IMPIANTO A GPL? NO, A LEGNA!
Durante la seconda guerra mondiale la penuria di benzina costringe a soluzioni di fortuna, cosicché ci si inventa l'alimentazione... a legna!
La Kubelwagen che vedete nella foto ha un bruciatore installato nel cofano anteriore ed è alimentata con gas di carbone di legna.
E pensare che qui da noi ci volevano far credere che avremmo avuto dei problemi a far andare i nostri Maggiolini con la benzina verde!
Curiosità raccolte by Franco Barabesi |
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-PININFARINA E IL MAGGIOLINO
Sempre negli anni '50 la Volkswagen interpellò Pininfarina per chiedergli quali modifiche estetiche avrebbe introdotto al Maggiolino per renderlo più moderno. Pare che Pininfarina abbia lavorato al progetto per un po' e alla fine abbia riconsegnato tutti i disegni alla Volkswagen, dicendo: "E' bello così com'è: perché volete cambiarlo?". L'unica modifica da lui proposta ed in seguito attuata fu l'ampliamento di pochi centimetri del lunotto posteriore.
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-E SA PURE VOLARE!
Proprio cosi'! Il motore del Maggiolino è stato utilizzato moltissimo in aviazione.
Molti costruttori specializzati lo forniscono ancora oggi opportunamente modificato per velivoli da turismo. Da notare, poi, che le modifiche sono minime, limitandosi al sistema di alimentazione e all'accensione a magnete anziché a spinterogeno, oltre all'eliminazione del sistema di raffreddamento che risulta evidentemente inutile in volo. L'aereo che vedete nella foto è del 1973: montava il motore di un Maggiolino 1600, pesava 295 kg. e raggiungeva i 200 km/h!
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-TROPPO AFFIDABILE
Intorno al 1950 Heinz Nordhoff, sicuro della bontà del progetto e della affidabilità ormai raggiunta dal Maggiolino, escogitò una trovata pubblicitaria piuttosto originale per l'epoca: avrebbe regalato un orologio d'oro ed una targhetta ricordo a tutti i proprietari che avessero superato i 100.000 Km senza effettuare interventi significativi al motore. Avete già immaginato come andò a finire? Dovette sospendere la "promozione" quasi subito perché ci riuscivano praticamente tutti!
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